SocialMedia vs Blog e Website – quale strategia migliore per comunicare?

L’utilizzo di Facebook, Twitter e tutti gli altri social per tenersi in contatto con i propri utenti è sicuramente una pratica utile e da curare, ma quando si valutano gli accessi al proprio sito aziendale si scopre come il traffico vero sia spesso connesso ad altri tipi di strumenti e meccanismi.

Analizzando ad esempio questo sito aziendale, si scopre che le proporzioni di accesso al sito sono così suddivise:

Gli accessi prodotti dalle iterazioni con Facebook rappresentano appena il 0,5% del totale, e Twitter è ancora più in basso.

Qualcuno giustamente potrebbe obbiettare che gli scarsi risultati sono dovuti ad una cattiva gestione dei miei canali social-network, ma leggendo un recente articolo di Wired Italia ho scoperto che le miei perplessità erano condivise da altri.

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Nel pezzo si cita un interessante articolo scritto da Alexis Madrigal, giornalista di The Atlantic, intitolato Dark Social; in questo pezzo l’autore, rivela come in media il 60% del traffico che arriva a molti siti sia dipendente da quello che lui definisce appunto Dark Social, ovvero tutto quell’insieme di attività che svolgiamo tramite il passa-parola, i link inviati tramite applicazioni, email e newsletter e siti non riconducibili a quelli che oggi consideriamo gli standard Social Network.

In aiuto a questa intuizione, è stato l’utilizzo di una piattaforma di analytics chiamata chartbeat.com che ha confermato le “nostre” valutazioni.

Il senso di questo articolo è che le attività di promozione tramite i social network sono importanti, ma sicuramente non sono niente di totalmente innovativo, in quanto esistono dagli inizi di internet strumenti di divulgazione e promozione dei propri contenuti che continuiamo e dobbiamo continuare ad utilizzare. Se mai Facebook e Twitter ci forniscono strumenti più facili da utilizzare e sicuramente di più ampio utilizzo fra gli utenti meno esperti della rete.

Ma è prioritario partire con la costruzione di contenuti di qualità e “attraenti” per il nostro pubblico, se vogliamo che siano diffusi, e consiglio sempre di comporli a partire dal proprio sito per poi diffonderli anche attraverso tutti i canali social più adatti al nostro contenuto e pubblico.

Se non lo avete già, vi consiglio da subito di costruirVi un sito su di un dominio di proprietà, perché il valore dei contenuti che realizzerete rimanga all’interno del vostro controllo: per questo tipo di progetti è molto utile utilizzare strumenti come WordPress.
Una volta che tali contenuti sono presenti sui vostri siti, utilizzare i pulsanti di divulgazione diretta che li rendono subito condivisibili sui maggiori network (come quelli che trovate alla fine di questo articolo).
Inoltre utilizzate metodi di ottimizzazione dei contenuti in chiave SEO, perché come si può vedere dal grafico, i motori di ricerca sono ancora il mezzo principale di diffusione.
Non va poi dimenticata la promozione tramite email e banner-footer automatici ed in fine ovviamente la buona e vecchia mailing newsletter, che ancora oggi fornisce, su di un indirizzario ben costruito e profilato, uno degli strumenti con più alto ROI e tasso di conversione.