QR-code questi conosciuti

Continuiamo la carrellata di esempi di utilizzi sbagliati di QR-code così come li incontriamo in giro per la città.

Nel primo esempio troviamo il manifesto promozionale della Molo Street Parade 2014 con ben due QR-code in evidenza: il primo, che presumo dovrebbe rimandare al sito ufficiale, non sembra funzionare sulle due App che normalmente uso per leggere i code con il mio iPhone.

L’impressione che ho avuto è che l’utilizzo di colori e loghi probabilmente hanno reso il qr-code non leggibile facilmente con molte applicazioni.

Il secondo, quello con il logo I love Rimini, è molto più piccolo (non capisco perchè i grafici non hanno uniformato i due codici) e rimanda ad una pagina inesistente del sito.

Credo che i commenti siano superflui, soprattutto se rivolti a chi ha operato sul progetto: l’agenzia grafica che ha realizzato il tutto, la web agency che ha fatto il sito di I love Rimini (pianetaitalia.com) e coloro che erano incaricati di effettuare i controlli finali (l’organizzazione dell’evento).

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in altro esempio di QR-code non che non si legge
in altro esempio di QR-code non che non si legge

Il secondo caso lo incontro nella mia pasticceria dove faccio collazione ogni mattina: il piattino sotto tazzina contiene un QR-code che nelle intenzioni del produttore, presumo, dovrebbe portare al sito internet.

Purtroppo anche in questo caso la stampa su ceramica ha impastato troppo il colore e il codice risolta inutilizzabile da qualsiasi cellulare.

Ricordiamo che la dimensione minima di stampa di un QR-code è di norma 2 cm di larghezza ed è comunque proporzionale alla distanza da cui deve essere fotografato, ma in casi come questi in cui la tecnica di stampa non è molto definita, sarebbe opportuno comunque fare delle prove di  lettura prima di procedere con la produzione di massa.

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Ultimo esempio della giornata, un tipico manifesto stradale:

  • la dimensione del QR-code è corretta ed adatta ad essere fotografato da una distanza di un metro circa.
  • il link a cui manda funziona perfettamente, ma la landing-page sempre rimandare il link ad una app di Facebook che tra l’altro richiede subito dei privilegi di accesso al proprio profilo.

La scelta è decisamente discutibile in quanto nella grafica del manifesto non si fornisce nessuna indicazione sul fatto che per aprire il link sia necessario avere un account Facebook e ancora più grave è il fatto che si pretenda di “carpire” i privilegi  di accesso alle informazioni di condivisione dell’account.

Io non ho acconsentito, e credo come molti altri come me, non ho potuto accedere alle informazioni offerte dal link.

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In conclusione, siamo alle solite, i grafici usano i QR-code senza averne capito l’utilizzo reale;

i tecnici web implementano delle soluzioni senza pensare alle effettive capacità di conversione;

alla fine i QR-code vengono visti come strumenti inutili perché fornisco pochissime conversioni.

Ma poi, siamo sicuri che qualcuno utilizzi i giusti strumenti di analytics per misurare effettivamente quanti utenti hanno fotografato ed usato il nostro qr-code?