PEC – Dal 18 Giugno uno strumento in più per i certificati di malattia dipendenti

L’introduzione nella normativa italiana della Posta elettronica certificata (PEC), ha messo a disposizione dei privati, delle aziende, dei professionisti e delle Pubbliche Amministrazioni uno strumento efficace, economico e sicuro per gestire le comunicazioni via Internet con lo stesso valore legale delle raccomandate.

Per legge le società, i professionisti e le Pubbliche Amministrazioni si devono dotare obbligatoriamente di un indirizzo di Posta elettronica certificata (cfr. D.L. n. 185 c.d. decreto legge anticrisi, convertito nella L.2 del 28/1/2009).

Inoltre, una volta richiesta, la PEC dovrà essere obbligatoriamente depositata presso il Registro Imprese della Camera di Commercio.

Da ora la PEC potrà essere utilizzata anche per trasmettere i certificati di malattia (in base all’ nell’art. 25 del Collegato lavoro, entrato in vigore il 24 novembre 2010).

I lavoratori, infatti, non devono più inviare i certificati di malattia all’INPS e, dopo il 18 giugno 2011, non dovranno più inviarli neanche al Datore di lavoro.

A partire da questa data, i Datori di lavoro riceveranno, e potranno consultare, i certificati di malattia dei dipendenti solo attraverso i canali telematici appositamente predisposti dall’INPS.

I certificati di malattia saranno inviati per via telematica dal medico all’INPS e quindi dall’INPS al Datore di lavoro con le seguenti modalità:

  • CON ACCESSO DIRETTO AL SISTEMA INPS TRAMITE APPOSITE CREDENZIALI PIN
  • MEDIANTE INVIO ALLA CASELLA DI POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA (PEC) INDICATA DAL DATORE DI LAVORO

E’ evidente che questa seconda modalità risulta quella più conveniente e pratica per tutte le imprese.

Una volta attivata, il Datore di lavoro riceverà in automatico il certificato di malattia del dipendente.

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09.05.2014
Nuova circolare sulla PEC 

La circolare n° 77684 del 09.05.2014 del Ministero Dello Sviluppo Economico, ha stabilito che ogni società è obbligata a possedere un proprio indirizzo PEC – Posta Elettronica Certificata – utilizzato
e riconducibile esclusivamente alla stessa specificando che le indicazioni operative precedentemente fornite (possibilità di indicare la PEC di un terzo) sono da ritenersi ormai superate. Nei casi in cui la CCIAA riscontri che lo stesso indirizzo di PEC è utilizzato da più società o imprese, intima le stesse
a sostituire detta PEC con un indirizzo “proprio”ed in caso di inadempienza la PEC viene cancellata d’ufficio e sono previste sanzioni da € 103,00 a € 1.032,00.

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